29/06/2005

Menzogne sulla IADL

Non so se avete letto la "petizione" stilata essenzialmente dalla sig.a Atzori, assieme ad altri, contro la IADL (Islamic Anti Defamation League). La potete trovare praticamente su uno qualsiasi dei blog di Tocqueville (sito aggregatore dei neocon) o quasi. Pubblicata sotto titoli "preoccupati" o "minacciosi" del tipo "Il razzismo degli anti-razzisti", "la fabbrica delle fatwe", "Possono toglierci anche la vita", "L'aria di Monaco" ecc ecc. Come al solito, a me è sembrata una lettera-petizione piena di menzogne, in puro stile atzoriana. Anzi: E' una lettera-petizione piena di menzogne.

La petizione, per esempio, afferma: "Secondo la visione islamica di libertà d’espressione, la I.AD.L dovrebbe decidere cosa può essere scritto o detto sul loro credo. Alcuni musulmani hanno lanciato delle petizioni contro siti e blog “anti-islamici” o “propagatori di odio” da inviare all’associazione. Altri hanno stilato una blacklist dove vengono elencati tutti i siti o blog incriminati. La I.AD.L sostiene di aver ricevuto diverse segnalazioni e i commenti stessi dei lettori, vengono archiviati come prove a carico". "Rispettiamo unicamente le leggi dello Stato ed esercitiamo un diritto riconosciuto dalla Costituzione, la quale ci permette di esprimere liberamente le nostre opinioni su qualsiasi tema e senza intimidazioni. Trattare tematiche inerenti all’islam non è reato, come non lo è esprimere un pensiero, anche negativo, in proposito. E’ inaccettabile che in un paese democratico e laico, vengano posti dei “limiti islamici” al pensiero degli autoctoni".

Ora, io trovo vergognoso che i suddetti signori facciano girare della mail che sostengono che la IADL si rifarebbe al Corano, Sharia o qualsiasi altra cosa simile. Nel comunicato stampa mandato dalla IADL a suo tempo al sottoscritto, c'è scritto: "L’Islamic Anti-Defamation League Italy aderisce all’art. 19 della Costituzione d’Italia che garantisce la libertà di espressione, ma utilizzerà i mezzi legislativi a disposizione per porre fine all’impunità dei propagatori di odio, all’ipocrisia bigotta ed assicurare alla giustizia i divulgatori di violenza razzista ed anti-islamica, nello spirito dell’art. 3 e dell’art. 19 della Costituzione della Repubblica". La IADL si rifà quindi alle leggi e articoli della Costituzione ITALIANA e della legge ITALIANA, che prevede ampiamente i reati di razzismo, xenofobia, incitazione all'odio razziale e - in attesa della sua abolizione - del reato di vilipendio della religione. Non mi pare che la IADL abbia menzognato Corano o sharia coranica. E' così difficile pensare che perfino un musulmano laico potrebbe sentirsi offeso dalla continua criminalizzazione e diffamazione operata da questi signori? E che per difendersi ricorra alla legge dello STATO OSPITANTE?

A me non sembra. La realtà è che questi signori non si rendono conto che la Islamic Anti Defamation League non si chiama tale per caso o per "mancanza di creatività" ma perché ricalca e ricalcherà le orme dei fratelli ebrei, che hanno una simile organizzazione dal 1913. Chi critica la IADL è come se criticasse la ADL. Hanno gli stessi statuti, anche se una si rivolge alla comunità musulmana, e l'altra alla comunità ebraica, senza precludere altre comunità o minoranze in pericolo, come i gay e i  rom per esempio. Linciare pubblicamente una neonata organizzazione, basandosi su menzogne come quelle sopra riportate è semplicemente vergognoso. Mi pare inoltre che la IADL abbia già chiarito che non intende denunciare o punire la critica. Le signore e i signori possono criticare e prendere la distanze dal terrorismo e dagli assassinii legittimati dal Corano ecc ecc come dovrebbe fare qualsiasi musulmano degno di tal nome. Possono criticare anche duramente il chador, i versetti malinterpretati e malusati del Corano e tutto quello che riterranno opportuno, senza per questo generalizzare o sentirsi legittimati ad offendere e insultare chiunque si attagli - anche lontanamente - allo schema predefinito da loro stabilito.  E ciò vale anche per i musulmani: chi di loro volesse esprimere delle opinioni, lo faccia senza insultare e generalizzare comportamenti vergognosi a tutto il paese o la cultura ospitante. Senza strumentalizzare episodi o comportamenti. Non mi sembra cosi difficile da comprendere o da applicare.

di Sherif El Sebaie | 29/06/2005
Invia ad un amico