28/06/2005

Suspense...

I signori neo"con" stanno setacciando la rete alla ricerca di informazioni "compromettenti" sul sottoscritto, probabilmente in vista di una grande operazione pubblicitaria a mio favore su Tocque-ville (la mecca-aggregatore dei neocon), operazione che attendo con grande "ansia" ovviamente. L'ultima informazione "Top Secret" da loro scoperta, è la mia recensione al libro di David Ray Griffin, "11 settembre", pubblicato da Fazi Editore nel 2004. La brillante conclusione a cui questi analfabeti sono giunti è che io sarei un "negazionista dell'11 settembre" (e ci risiamo: dopo l'intervista "accomodante" a Smith, siamo arrivati alla recensione "negazionista"). Ovviamente, al di là del fatto che i signori in questione non sanno nemmeno distinguere fra quella che è la presentazione di un libro e cioè una recensione (che quindi riprende i contenuti di un libro, senza per questo assumerne la responsabilità) e le opinioni personali di chi fa la recensione e cioè un articolo, forse sarebbe il caso ripetere alcune mie affermazioni, contenute nella recensione appunto, tipo "Non voglio soffermarmi sugli avvertimenti pre-11 settembre che sono stati ignorati, le indagini prima e dopo che sono state ostacolate, o sulle domande rimaste tuttora senza risposta su quella tragica giornata, tutti argomenti trattati nei minimi dettagli da Griffin. E come lui, non credo necessariamente in una pianificazione attiva da parte dell'amministrazione americana negli eventi drammatici di quel giorno. Ma mi chiedo - dopo aver letto il libro - se non ci fosse stato in qualche modo, una specie di "partecipazione passiva" ovvero una specie di "lasciar accadere" che è comunque un' accusa molto grave, considerato il numero elevato di vittime". Sia "partecipazione passiva" che "lasciar accadere" sono espressioni di Griffin. E fra "Partecipazione attiva" e "Partecipazione passiva" c'è una gran bella differenza. Credere alla partecipazione attiva sarebbe da "negazionista", ma penso di aver detto che personalmente - al pari dell'autore - non ci credevo. Nel novero della "partecipazione passiva", invece, possiamo per esempio metterci anche la fuga dei membri della famiglia Bin Laden, alcuni dei quali in qualche modo implicati nei i tragici eventi di quel giorno, senza nemmeno essere interrogati. Una fuga organizzata dall'amministrazione americana con uno speciale permesso di volo durante il blocco aereo vigente su tutti gli Usa. La partecipazione passiva quindi, può essere sia un "lasciar accadere" (espressione di Griffin) che una "complicità indiretta" post-attentati, se proprio vogliamo tralasciare i piani della Cia per attentati terroristici da "auto-infliggersi" per giustificare invasioni e guerre, anche questi menzionati da Griffin (pazienza signori, ma sono documenti della Cia a dirlo assieme a Griffin, non gli extraterrestri e tanto meno il sottoscritto).

di Sherif El Sebaie | 28/06/2005
Invia ad un amico