27/06/2005

Se il leopardo ti mostra i denti...

L'altra volta, nel post intitolato "Il Cristo al guinzaglio" (quello all’origine del gran baccano) ho parlato dei cosiddetti "atei cristiani". Affermai che il cosiddetto “ateismo cristiano” altro non è che un nome dietro il quale si nasconde semplicemente un mostro. Una persona potrebbe essere infatti “cristiano non osservante” o semplicemente “ateo”, ma l’ “ateo cristiano” - ammesso che esista per davvero, e ne dubito - non può che essere un mostro, proprio in quanto parto di due entità completamente incompatibili. Dopodiché ho sviluppato un discorso su quelle che sarebbero, secondo me, le reali motivazioni che hanno portato alla comparsa di tale fenomeno: strumentalizzazione materiale-politica e gusto per la provocazione (V. la Atzori). Purtroppo, l' "ateismo cristiano" non è l'unico ossimoro (procedimento retorico consistente nell' accostare due termini in contraddizione tra di loro) della nostra epoca. E' solo uno dei tanti prodotti sublimi di una tendenza, assai di moda ultimamente, di mescolare aggettivi, stili e tematiche per dare vita a nuove etichette che si rifanno un po’ a tutto - anche a cose in contrasto tra di loro - pur di catalizzare le più svariate ideologie, incluse quelle religiose appunto, a sostegno di una determinata opinione politica. Il lupo sotto la veste d’agnello, insomma. Lo stesso gioco dei fondamentalisti, a cominciare da quelli islamici, che ammantano le proprie idee di un’aureola di religiosità. Atei cristiani, cristiani sionisti ecc ecc sono terminologie che non significano niente proprio perché riflessi di ideologie inesistenti e fortemente instabili costruite ad hoc pur di trovare un appiglio, in questi casi religioso, che permetta di aggregare sotto uno stesso vessillo anche persone teoricamente lontane da simili ideologie.

Un’ “atea cristiana” come per esempio la Fallaci che si rifà all’Apocalisse di San Giovanni e che ad un certo punto si pronuncia a favore delle Crociate esclamando “E meno male che ci furono le guerre in nome di Gesù Cristo” fa decisamente sorridere ma anche preoccupare. È la prima volta in vita mia che vedo un’atea (sic) che si rifà ai testi religiosi, dandone d’altronde un’interpretazione messianica alla luce dell’attualità (roba da ciarlatani o quanto meno degna della “saggistica” alla Nostradamus), per pronunciarsi a favore delle guerre di religione ed usare il nome di Gesù per decantare un conflitto passato o futuro. Non credo Gesù avrebbe approvato. Ma questa è una cosa che la nuova categoria dei cosiddetti “atei cristiani” evidentemente ignora o vuole ignorare, a riprova del fatto che queste ideologie non hanno nulla a che vedere con i testi religiosi a cui si rifanno, in una maniera più o meno mascherata da espediente letterario. Se consideriamo quindi il più grande esempio vivente, per ora, dell' "Ateismo Cristiano", ovvero la Fallaci, abbiamo la riprova delle affermazioni da me sostenute a inizio articolo: l'ateo cristiano non può che essere un mostro, un fondamentalista ateo mascherato da religioso combattente, la peggiore miscela che l'umanità possa produrre. I risultati di una simile ideologia sono ovvii: produzione letteraria razzista, incitazione al genocidio e alla deportazione di massa, i più volgari insulti e offese e - se non verrà messa fine a questa saga tempestivamente - il ritorno dei campi di concentramento in chiave antislamica e, in seguito, in chiave anti-ebraica.

Questa ultima considerazione potrebbe sembrare meno ovvia per alcuni, specie i sionisti in erba. Ma per capirla basterebbe evocare, appunto, un altro ossimoro della nostra epoca ovvero il “cristiano sionista” (tipo la Barbarella e il Sartori). Arnaud de Borchgrave del Washington Times afferma: “Esiste un’alleanza stretta, molto importante, anche se non su carta, ma solo di fatto, tra la destra cristiana e la lobby ebraica. Non è ufficiale ma esiste di fatto. E’ la prima volta che vedo qualcosa del genere. Il premier Sharon è stato ricevuto 9 volte da Bush in forma privata. Più di ogni altro leader al mondo. L’unico modo per capire la politica americana in Medio Oriente, è capire che Israele è parte integrante del corpo politico americano. E per capire un’eventuale reazione degli arabi, di fronte al nostro operato in Medio Oriente, dovremmo considerare Israele come il 51° stato americano. Trattiamo Israele meglio di gran parte dei nostri stati”. Stanley Hoffman dell’Università di Harvard commenta: “La destra cristiana sostiene Israele perché è uno stato che sa battersi. E hanno una forte matrice antimusulmana”. Sono i sostenitori di Israele più estremisti e numerosi del mondo. In percentuale, a sostenere Israele, i cristiani americani sono più numerosi degli ebrei americani. Il “cristiano sionista“ però, che sia negli Usa o in Italia, non sostiene lo stato di Israele perché vuole bene agli ebrei, ma perché lo crede fondamentale al trionfo della Cristianità. Considera il popolo ebraico spiritualmente cieco per aver rifiutato Gesù". Secondo l’ideologia “cristiana sionista”, quindi, “al termine delle battaglia finale tra il bene e il male (che loro ora vedono come battaglia tra i “veri” cristiani e i musulmani) molti ebrei si convertiranno al Cristianesimo mentre i non credenti moriranno e saranno dannati in eterno”. Per concludere, Robert Baer, della Cia, afferma che “I 16 milioni di persone che si riconoscono nella Destra cristiana, credono che lo stato di Israele debba esistere fino alla fine dei tempi. Così, andremo tutti in paradiso. Se sarà invaso dai musulmani, finiremo tutti all’inferno”. Ergo, gli ebrei non sono importanti come persone, come ipocritamente questi “cristiani sionisti” affermano, ma come mezzo affinché loro raggiungano il paradiso (sic) assieme a quegli ebrei che però si convertiranno. Ecco perché gli ebrei dovrebbero riconsiderare le loro alleanze e stare in guardia. Tengano in mente la massima “Se il leopardo ti mostra i denti non è detto che ti stia sorridendo”.

Immagini e citazioni tratte dal documentario "Le monde selon Bush", regia di William Karel, prodotto da Agnès Vicariot e Jean-François Lepetit, in collaborazione con Eric Laurent, autore di "La guerra di Bush" (Fandango) e "Il potere occulto di Georges Bush" (Mondadori). Durata 93 min. Disponibile tra i Dvd di Internazionale sotto il titolo "Il mondo secondo Bush".

di Sherif El Sebaie | 27/06/2005
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