
Entro qualche ora, Aljazira.it pubblicherà la terza ed ultima parte dell'intervista ad Adel Smith. Intanto vi anticipo la domanda dove parla dell'otto per mille per i musulmani.
Sig. Smith, per quale motivo esistono tutte queste associazioni “nazionali” di musulmani in Italia? Quale è il peso di questa anomalia nel rapporto tra i musulmani e le istituzioni?
Non mi risulta che ci siano così tante associazioni nazionali… Comunque, come si sa, in Italia è sufficiente essere in tre per costituire un’associazione. Quelle più note si sono costituite in concomitanza alla ventilata possibilità di accedere ai fondi dell’8 per mille, e altro da fare per l’Islam non hanno che vendere i polli halal nelle loro sedi. Francamente mi manca il tempo per vendere pollame. Scelgo piuttosto di difendere i diritti dell’Islam e la dignità dei musulmani in Italia. Abbiamo ottenuto un ottimo risultato con la sentenza 168/2005 in cui l’Alta Corte ha ribadito il principio di uguaglianza di tutte le religioni di fronte allo Stato. Ci sono associazioni che esistono da circa 20 anni che non hanno potuto raggiungere questo importantissimo obiettivo. Ora vorrei aggiungere che nell’Islam, in base al Corano, i musulmani si suddividono in due categorie: i credenti – coloro che il Corano descrive come misericordiosi fra di loro – e i munafiqun (gli ipocriti) – coloro che cercano, invano, il compiacimento dei Kafirun (i miscredenti). Penso che le nostre azioni, e spero che Allah le accolga, si pongono nella prima categoria. Coloro che strisciano sul loro ventre vanno posti nella seconda categoria. Credo che le istituzioni dovrebbero, qualora volessero concedere ai musulmani l’intesa, suddividere i musulmani ognuno con l’appellativo della sua associazione, così come i cristiani sono suddivisi tra cattolici, evangelisti, protestanti e via dicendo. E ognuno dei musulmani potrà versare liberamente il suo 8 per mille al movimento in cui lui si identifica. Tuttavia, personalmente, sono contrario all’8 per mille, in quanto vengono tolti denari dalle casse dello stato, denari che appartengono a tutti gli italiani, per passarli alle varie religioni che spesso utilizzano questi fondi per mantenere il proprio clero. Penso che a noi musulmani dovrebbe essere sufficiente il denaro che viene raccolto nelle moschee per mantenerci, anzi, io chiedo a queste associazioni: i milioni che vengono raccolti dalla Zakat, che è destinata soprattutto ai poveri, che fine fanno? Ovviamente non faccio di tutta l’erba un fascio.