01/03/2005
Scientificamente irreprensibili
Mi dispiace aver trasformato questo spazio, in questi ultimi tempi, in una specie di "spazio artistico". Ma il comportamento della gente mi meraviglia sempre di più: una semplice questione "artistica" si trasforma in una polemica peggiore di quella riguardante la questione palestinese. Mi riferisco al post in cui ho detto di avere una divergenza di idee con il mio docente di storia delle porcellane circa l'origine dei disegni delle porcellane medicee. Insomma, non mi sembra di aver insultato o diffamato il docente in questione, ho solo detto che mentre lui sosteneva una cosa, io ne sostenevo un'altra ed ho portato immagini e testi a dimostrazione di questa idea.
Mi sconvolge il fatto che qualcuno si sia sentito punto nel vivo, che abbia interpretato l'idea come una specie di prevaricazione nei confronti dell'arte italiana o la cultura europea. Io sono il primo a sostenere che le civiltà siano in contatto e che nessuna di esse sia progredita attraverso i soli meccanismi interni. Più che sicuramente, il modello delle porcellane turche è la porcellana cinese. Non l'ho affatto negato ! Molto semplicemente, criticavo - nel mio docente - la presunzione che i Medici fossero in contatto diretto solo ed unicamente con i cinesi, escludendo totalmente un eventuale canale "arabo" che invece è più che dimostrato e che sicuramente è più attendibile. Questo è il punto.
Gradirei, per questo, che venga chiusa la discussione relativa alle porcellane. Commenti come quelli dell' anonimo, che tanto anonimo non pare, tipo "Il signore (il sottoscritto, ndr) in questione non ama essere contraddetto e trova solo errori degli altri? Tipo il docente dell'arte?" o come quelli del nuovo arrivato, Francesco, che scrive - quasi imitando lo stile dell'anonimo - "Caro Sig. Sherif, visto che si deve essere scientificamente irreprensibili non sottovaluterei la mia osservazione [Gentile Sig. Sherif, le faccio notare che la pseudoiscrizione non è kufica, ma si tratta di thuluth!, ndr] , in fondo sbaglio o lei criticava il suo docente di arte per aver sostenuto che la ceramica era di influenza cinese, quando per "cinese" si intende "genericamente" un modello d'ispirazione usata dagli stessi arabi?" sono in realtà commenti dalle intenzioni assai malevoli, ed è più che evidente.
[All'anonimo in particolare vorrei dedicare un pensiero, letto da qualche parte e adattato per la circostanza: "La teoria vuole che la perfezione sia funzione dell'eternità: basta aspettare e ogni cosa realizzerà il proprio potenziale. Il carbone si trasformerà in diamanti, la sabbia in perle, la scimmia in un uomo. Ma nel corso della vita umana, non è dato vedere quelle trasformazioni sulla lunga distanza. La pratica quindi ricorda che esistono alcune scimmie che non diventeranno mai uomini. Cosa dovrebbe pensare una scimmia del fatto che, pur dotata di un computer, non saprà mai scrivere qualcosa di decente, anche se ci provasse all'infinito?" Intanto ringrazio tutti quelli che hanno espresso la loro solidarietà, consigli e, in particolare, a chi ha dato una spiegazione del fenomeno:"Sono anche dell'idea che a molti commentatori, quelli che ti attaccano personalmente, non vada a genio un egiziano, ossia una incarnazione dell'arabo puzzolente, ignorante, prevaricatore e maleducato descritto dalla fallaci, con la minuscola, che parli e scriva un italiano infinitamente migliore del loro, che abbia una conoscenza verticale di moltissimi argomenti e che, soprattutto, mantenga sempre una calma olimpica. Conosci l'espressione "rodersi il culo"? Bene, a queste persone rode il culo"]
Tornando al nostro argomento, non ho affatto sottovalutato l'osservazione, ho solo cercato di non mettere nessuno in imbarazzo, ma per "essere scientificamente irreprensibili", cominciamo, innanzitutto, col dire che le pseudo iscrizioni arabe (Caro Kafir, ho due o tre pagine molto interessanti ma le devo scannerizzare, quindi abbi pazienza) sono, a partire dal XV secolo, o in pseudo cufico o in pseudo corsivo arabo o in pseudo corsivo arabo/ebraico. Nel caso particolare del Davide del Verrocchio, sarei più propenso a definire la scritta un cufico, semplicemente osservando le punte delle "a" (Spero che il Sig. Francesco conosca l'arabo e che sia consapevole che la scritta in questione riporta quasi esclusivamente delle "a" tanto da rendere perfino un po' difficile stabilire uno stile). A sostegno di tale "tesi", riporto un'iscrizione rinvenuta su una lampada in cristallo di rocca di produzione egiziana, convertita in reliquiario e conservata presso il tesoro di S. Marco di Venezia.

Spero che il Sig. Francesco sia una appassionato del tema e che riconosca il manufatto: La lampada in questione riprota un'iscrizione, definita senza alcun dubbio come cufica, che recita "Potere infinito e copiosa fortuna e salute al nostro signore". Risale al X secolo, periodo in cui l'Egitto - soprattutto - si è particolarmente distinto nella produzione di vasi in cristallo di rocca, molti dei quali esportati o "asportati" durante le crociate per finire nelle chiese latine (la purezza del cristallo era metafora della luce divina). Con questo spero di chiudere la questione delle iscrizioni. Grazie.