01/10/2004
Due Simone, due pesi e due misure

I media nazionali dicono un'enorme bugia quando affermano che "L'Italia intera ha festeggiato il ritorno delle due Simone". Non è affatto vero e basta un giro su internet - nei forum di discussione e nei blog - per sincerarsene. In molti, tanti, direi troppi "le hanno mandato a fare in....." cosi, senza tanti indugi. Le due povere ragazze non hanno nemmeno fatto in tempo a riprendersi che intere schiere di avvoltoi si sono dedicate a descriverle come "scimunite", "stupide" ecc ecc. Su internet, il popolo dei guerrafondai si è dato alla "pazza gioia", sfoggiando un dizionario lessicale (assai ricco per dire la verità) di epiteti inqualificabili. Molte persone, in una crisi di follia, si sono lasciate andare ad affermazioni aberranti. Si è perfino sentito dire che "sono lesbiche e pure cozze", come se le loro inclinazioni sessuali, o il loro aspetto, fossero di qualche importanza nello svolgimento e nella conclusione della loro sventurata vicenda.
E dire che solo fino all'altro giorno erano le due "belle connazionali", le italiche "carni femminili" in mano a quei brutti "beduini". Adesso, miracolosamente, sono diventate il simbolo stesso dell'irresponsabilità e dell'ingratitudine. E' stato rispolverato il vecchio repertorio uscito alla luce nei primi giorni del sequestro: "ragazze in cerca di vacanze da brivido, irresponsabili da punire", tanto per fare un esempio. Vengono avanzate ipotesi su un loro eventuale coinvolgimento attivo nelle azioni della guerriglia, tanto da meritarsi un "trattamento di favore". Sono accusate di essere uno strumento elettorale nella mani della Sinistra. Vengono prese in giro con richieste di risarcimento-riscatto, qualcuno è arrivato perfino a calcolare le spese (per ora di volo) del Falcon che le ha riportate in Italia. Il culmine dello squallore è arrivato quando un/a commentatore/rice su un blog disse "Anche se hanno avuto la liberazione grazie [...] a semplici cure che il governo italiano si sorbirà da riservare ai poveri e sfortunati iraqeni (15 bambini, per vostra informazione), questo comunque grava sulle finanze del popolo italiano. L'equazione è che i soldi in italia sono quello che sono e se si danno agli altri, semplicemente morirà qualche malato nostro che non potrà essere curato con i soldi che non ci sono, perchè spesi in altro modo". Come se i bambini iracheni avessero vinto in tombola gli effetti dell'embargo e dei bombardamenti all'Uranio, come se L'Italia non avesse mai affermato che il suo cospicuo impegno in Irak era innanzitutto, se non esclusivamente umanitario. L'ipotesi del riscatto per le due Simone è diventata sorprendentemente una certezza e per di più una colpa, mentre per i primi italiani rapiti (liberati in circostanze ancora più sensibili) l'ipotesi era considerata l'equivalente di un "alto-tradimento". Le loro apparizioni mediatiche sono aspramente criticate eppure chi le ha precedute in questa esperienza, è ancora ospite di Porta a Porta.
Dobbiamo ammettere che c'è una schizofrenia molto particolare nei confronti degli ostaggi, basata sulla loro appartenenza ideologica. Per i tifosi di alcune parti politiche, non sono ostaggi e concittadini e basta per i quali il governo deve impegnarsi comunque e con ogni mezzo possibile senza attendere ringraziamenti e tanto meno appoggio alla propria linea politica, ma vengono valutati di volta in volta. Se sono andati li a fare i "body-guard", i "vigilantes", "gli addetti alla sicurezza" allora va bene e si deve fare di tutto per liberarli. Se invece sono andati li a documentare la situazione irachena o ad alleviare i dolori della popolazione civile senza armi in pugno, allora va male. Anzi, malissimo. Quelle persone avrebbero preferito vedere quelle due italiane sgozzate, o come minimo stuprate e maltrattate piuttosto che vederle vestite "da arabe", a ringraziare "i musulmani" e a ribadire la difficoltà e la drammaticità della situazione irachena e le loro convinzioni in mondovisione, facendo cosi crollare del tutto lo schema preconfezionato dello "scontro delle civiltà" dove "noi", i buoni, stiamo da una parte e "loro", i cattivissimi, dall'altra, indipendentemente da qualsiasi altra considerazione.
Perché se fosse veramente cosi, queste due donne sarebbero già state uccise in quanto "prostitute occidentali" come sono soliti dire i guerrafondai parlando della "considerazione che hanno gli islamici nei confronti della donna occidentale". Sarebbero state "stuprate, seviziate, schiavizzate" come sono soliti fare i "famigerati musulmani alle loro donne", sempre secondo lo schema prefissato che "autorevoli" giornalisti propagandano da un pò di tempo. E invece non è andata cosi: sono state rispettate e ben trattate. Il loro impegno è stato positivamente valutato e i loro rapitori si sono presi la briga di spiegare le proprie motivazioni. Hanno perfino chiesto perdono e fatto regali. Lo stesso giorno sono stati liberati gli iracheni e gli egiziani rapiti. Musulmani pure loro, e quindi non rientranti affatto nello schema del "Noi e loro" ma semplicemente nelle logiche perverse di un teatro di guerra che diventa sempre di più incasinato grazie alla politica irresponsabile degli Usa. Ma questo, nessuno lo sottolinea.
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