life·Dada·net

01/07/2005

Trasloco

Signori, ho voluto tanto bene a Clarence, ma ora non più. Invito tutti voi, amici e nemici, a cambiare il link. D'ora in avanti, Salamlik, pur rimanendo Salamlik di nome in prima pagina, è all'indirizzo: http://salamelik.blogspot.com/ (ovvero con la "e").

Ed è sempre il blog di Sherif El Sebaie, già Sherif's Blog, ovvio !

di Sherif El Sebaie at 09:38:30

AVVERTIMENTO

Questo NON è il sito della IADL (Islamic Anti Defamation League), bensì il blog personale del sottoscritto. Guardare il titolo per credere :). Se qualcuno vuole mettersi in contatto - per qualsiasi motivo - con l'organizzazione in questione, lo faccia via email: islamic.adl@gmail.com.

Il materiale, articoli, lettere, risposte e segnalazioni riguardanti la IADL qui pubblicati sono stati postati dal sottoscritto nella veste di blogger, su esplicita richiesta della signora Halima Barre, portavoce dell'organizzazione, in attesa del lancio del loro sito.

Detto questo, tengo a precisare che, fin quando la IADL si rifarà alla costituzione e legge ITALIANA, si impegnerà a difendere - laicamente - ogni minoranza, di qualunque credo od etnia essa sia, nonché la libertà di espressione e la democrazia ma non la libertà di essere razzisti, xenofobi e maleducati, ricalcando l'esempio dei nostri fratelli ebrei dell' ADL ebraica, avrà il mio più totale e incondizionato appoggio.

Per problemi tecnici (Clarence non si è proprio distinto come piattaforma, ultimamente), questo blog ha cambiato indirizzo. Ora è all'indirizzo: http://salamelik.blogspot.com. Tutto il materiale pubblicato rimarrà online, a memoria dei posteri. I commenti sono scomparsi da queste pagine per problemi tecnici, ma sono disponibili - IP inclusi - nel mio archivio elettronico.

Sherif El Sebaie

di Sherif El Sebaie at 01:09:15

30/06/2005

L'Egitto copto e l'Islam

 

Come mai le fonti storiche cristiane vengono spesso ignorate da chi ciancia di "invasioni musulmane" con il sangue e con la spada?

 

Il nome “Egitto”, oggi abitualmente usato nelle lingue occidentali (ma non dagli egiziani), fu usato dai greci e dai romani. Il termine è l’adattamento greco di un antico termine egizio e la seconda sillaba deriva probabilmente dalla stessa radice dell’aggettivo “copto”. In arabo Egitto si dice Misr, nome diffuso dai conquistatori arabi (e utilizzato ancora oggi) e legato ai nomi semitici che nella Bibbia e in altri testi antichi erano utilizzati per indicare quello che noi chiamiamo Egitto.

 

Nei primi secoli dell’era cristiana, i geroglifici furono sostituiti con il copto, l’ultima forma dell’antica lingua egiziana trascritta in un alfabeto adattato dal greco con l’aggiunta di alcune lettere addizionali derivate dal demotico. Le prime attestazioni della scrittura copta iniziano ad apparire col II secolo a.C. mentre la sua piena affermazione può essere fatta risalire al I secolo d.C. Con la conversione al Cristianesimo, il copto divenne la lingua nazionale di cultura dell’Egitto cristiano e tale restò sia durante il periodo romano sia, in seguito, con i bizantini. Dopo la conquista araba, la successiva islamizzazione e arabizzazione dell’Egitto, anche gli egiziani che continuavano a professare il Cristianesimo adottarono la lingua araba. Oggi, i cristiani d’Egitto (circa 10 milioni di persone) sono ancora chiamati copti, ma la lingua copta sopravvive solo all’interno della liturgia della chiesa copta.

 

I testi copti mostrano una buona disposizione verso i primi governatori musulmani e in specie nei riguardi di 'Amr, il comandante che guidò la campagna araba di conquista del paese, insistendo sull'aiuto volontario datogli da parte dei funzionari imperiali cristiani fedeli al monofisismo. E così dobbiamo a uno di quei responsabili bizantini, Sanutios (Sanut) il resoconto ad 'Amr del triste destino subito dal patriarca Beniamino, «esule per paura dei Romani»; il governatore 'Amr, evidentemente ignaro del posto esatto dove si nasconde il patriarca, invia una missiva a tutte le province egiziane promettendo «tutela, garanzia e pace di Dio per il luogo dove è rifugiato Beniamino, il patriarca dei cristiani copti». Di conseguenza Beniamino ritorna e l'emiro, dopo averlo accolto con grande solennità e deferenza, gli chiede di «riprendere il governo di tutte le sue chiese e del suo popolo e di amministrare i loro affari », anzi sollecita persino le sue preghiere affinché possa andare verso ovest e prendere possesso della Pentapoli. Il patriarca esaudisce il suo desiderio, ma, oltre alle preghiere, proferisce «un'omelia che suscita l'ammirazione di 'Amr e di tutti gli astanti». E ben di più fece Beniamino: il testo aggiunge infatti che egli rivelò ad 'Amr certi segreti che lo rassicurarono maggiormente circa il suo progetto di marcia verso ovest e sul modo più facile per realizzare tale impresa, a cui, d'altronde, partecipò anche il copto Sanut.

 

La collaborazione dei copti persistette a lungo dopo la fase della conquista. All'inizio del secolo VIII, il governatore 'Abd Al-'Aziz, fratello di 'Abd Al-Malik, gradito anche agli Armeni, è ritenuto dai testi copti un uomo giusto, tanto che i cristiani gli riconoscono un certo diritto di vigilanza sugli affari interni della propria Chiesa. E in effetti egli dirime con scrupolo le numerose controversie tra candidati al patriarcato, dando prova di una reale amicizia verso i cristiani. Quando il patriarca Isacco è contestato da un certo Giorgio, assistiamo a un vero e proprio “giudizio di Salomone”: 'Abd Al-'Aziz convoca pubblicamente i due contendenti e, tra le grida degli astanti, prima ostili poi entusiaste, allontana Giorgio, che si era presentato vestito con gli abiti sacerdotali, per confermare Isacco «che indossava l'umile tonaca da monaco». Da quel momento sembra accordata ogni libertà al capo della Chiesa copta, il quale può convocare un concilio ad Alessandria, «ciò che non erano riusciti a fare gli arcivescovi suoi predecessori, per colpa dei nemici della nostra fede (i romani, ndr)». (Si tratta in effetti di testi cristiani, ndr)

 

Leggiamo ancora che i due personaggi «si sedevano insieme e avevano incontri poiché il re vedeva il gran numero di guarigioni operate dal patriarca. Accadde una volta che mentre il nostro padre recitava la sinassi si trovò a passare il re seguito da una gran folla, egli si avvicinò alla porta della chiesa e guardò dentro. Vide allora l'arcivescovo davanti all'altare, circondato dal fuoco ... Il re fece chiamare l'arcivescovo e quando costui arrivò lo interrogò dicendo: "Quando eri vicino all'altare, con chi parlavi in quel momento?" Il santo arcivescovo gli rispose con queste parole: "Parlavo con il mio Dio" ... Allora il re, colmo di stupore, così si espresse: "La vostra fede è grande, oh cristiani..." Da quel giorno Beniamino fu un profeta agli occhi del re che lo chiamava a ogni istante col nome di patriarca e lo portava con sé ovunque andasse». Il testo (cristiano, ndr) conclude poi affermando che «il re edificò chiese e monasteri di monaci intorno alla sua città poiché egli amava i Cristiani».

 

(Brano tratto dal saggio di Alain Ducellier, Cristiani d'Oriente e Islam nel Medioevo, Ed. Einaudi)

di Sherif El Sebaie at 00:01:00

Secondo voi...

Secondo voi, la Atzori, le devo rispondere o la devo mandare a c********? Personalmente, preferisco la seconda ipotesi.

di Sherif El Sebaie at 00:00:00

29/06/2005

Menzogne sulla IADL

Non so se avete letto la "petizione" stilata essenzialmente dalla sig.a Atzori, assieme ad altri, contro la IADL (Islamic Anti Defamation League). La potete trovare praticamente su uno qualsiasi dei blog di Tocqueville (sito aggregatore dei neocon) o quasi. Pubblicata sotto titoli "preoccupati" o "minacciosi" del tipo "Il razzismo degli anti-razzisti", "la fabbrica delle fatwe", "Possono toglierci anche la vita", "L'aria di Monaco" ecc ecc. Come al solito, a me è sembrata una lettera-petizione piena di menzogne, in puro stile atzoriana. Anzi: E' una lettera-petizione piena di menzogne.

La petizione, per esempio, afferma: "Secondo la visione islamica di libertà d’espressione, la I.AD.L dovrebbe decidere cosa può essere scritto o detto sul loro credo. Alcuni musulmani hanno lanciato delle petizioni contro siti e blog “anti-islamici” o “propagatori di odio” da inviare all’associazione. Altri hanno stilato una blacklist dove vengono elencati tutti i siti o blog incriminati. La I.AD.L sostiene di aver ricevuto diverse segnalazioni e i commenti stessi dei lettori, vengono archiviati come prove a carico". "Rispettiamo unicamente le leggi dello Stato ed esercitiamo un diritto riconosciuto dalla Costituzione, la quale ci permette di esprimere liberamente le nostre opinioni su qualsiasi tema e senza intimidazioni. Trattare tematiche inerenti all’islam non è reato, come non lo è esprimere un pensiero, anche negativo, in proposito. E’ inaccettabile che in un paese democratico e laico, vengano posti dei “limiti islamici” al pensiero degli autoctoni".

Ora, io trovo vergognoso che i suddetti signori facciano girare della mail che sostengono che la IADL si rifarebbe al Corano, Sharia o qualsiasi altra cosa simile. Nel comunicato stampa mandato dalla IADL a suo tempo al sottoscritto, c'è scritto: "L’Islamic Anti-Defamation League Italy aderisce all’art. 19 della Costituzione d’Italia che garantisce la libertà di espressione, ma utilizzerà i mezzi legislativi a disposizione per porre fine all’impunità dei propagatori di odio, all’ipocrisia bigotta ed assicurare alla giustizia i divulgatori di violenza razzista ed anti-islamica, nello spirito dell’art. 3 e dell’art. 19 della Costituzione della Repubblica". La IADL si rifà quindi alle leggi e articoli della Costituzione ITALIANA e della legge ITALIANA, che prevede ampiamente i reati di razzismo, xenofobia, incitazione all'odio razziale e - in attesa della sua abolizione - del reato di vilipendio della religione. Non mi pare che la IADL abbia menzognato Corano o sharia coranica. E' così difficile pensare che perfino un musulmano laico potrebbe sentirsi offeso dalla continua criminalizzazione e diffamazione operata da questi signori? E che per difendersi ricorra alla legge dello STATO OSPITANTE?

A me non sembra. La realtà è che questi signori non si rendono conto che la Islamic Anti Defamation League non si chiama tale per caso o per "mancanza di creatività" ma perché ricalca e ricalcherà le orme dei fratelli ebrei, che hanno una simile organizzazione dal 1913. Chi critica la IADL è come se criticasse la ADL. Hanno gli stessi statuti, anche se una si rivolge alla comunità musulmana, e l'altra alla comunità ebraica, senza precludere altre comunità o minoranze in pericolo, come i gay e i  rom per esempio. Linciare pubblicamente una neonata organizzazione, basandosi su menzogne come quelle sopra riportate è semplicemente vergognoso. Mi pare inoltre che la IADL abbia già chiarito che non intende denunciare o punire la critica. Le signore e i signori possono criticare e prendere la distanze dal terrorismo e dagli assassinii legittimati dal Corano ecc ecc come dovrebbe fare qualsiasi musulmano degno di tal nome. Possono criticare anche duramente il chador, i versetti malinterpretati e malusati del Corano e tutto quello che riterranno opportuno, senza per questo generalizzare o sentirsi legittimati ad offendere e insultare chiunque si attagli - anche lontanamente - allo schema predefinito da loro stabilito.  E ciò vale anche per i musulmani: chi di loro volesse esprimere delle opinioni, lo faccia senza insultare e generalizzare comportamenti vergognosi a tutto il paese o la cultura ospitante. Senza strumentalizzare episodi o comportamenti. Non mi sembra cosi difficile da comprendere o da applicare.

di Sherif El Sebaie at 09:29:37

Il Dott. Allam e la IADL

Emad, ex-frequentatore del forum del Dott. Magdi Allam "Noi e gli altri", lo stesso che - basandosi sulla sua esperienza personale - ha denunciato assieme ad altri su questo blog un clima parziale e strumentale nonché ogni sorta di angheria nei suoi confronti all'interno del su citato forum, mi segnala la lettera del giorno (28 giugno 2005) firmata dal moderatore stesso dello spazio.

"Cari amici,

mi rivolgo direttamente a voi tramite una lettera aperta per lanciare un appello a un maggior senso di responsabilità e un invito a moderare i toni di un dibattito sull’islam e i musulmani che spesso si carica di eccessi verbali che non giovano alla comune causa della pacifica convivenza nella nostra Italia libera e democratica. Già lo scorso 16 gennaio ero intervenuto con una lettera aperta che traeva spunto dall’annuncio del congedo di Mustafa Ramadan. In essa spiegavo che Mustafa è “un italiano convertito all’islam, persona di buon senso che ha dato un eccezionale contributo per creare dei ponti di dialogo e di intesa tra due religioni e due culture. Non condivido la scelta di abbandonare il Forum perché non si accettano le critiche rivolte a se stessi o alla propria fede. Sono convinto che il dialogo sia legittimo fintantoché non scade nell’offesa gratuita e nel vilipendio di quanto ciascuno di noi ha di più sacro. Ammetto che ci sono stati degli eccessi e degli abusi. Per me è estremamente difficile censurare un messaggio quando contiene dei contenuti discutibili ma legittimi”. La mia lettera aperta si concludeva così: “Sento il dovere di lanciare un appello al buon senso, a un maggior rispetto delle persone diverse da noi, a un approccio costruttivo nei confronti delle idee altrui. Ciò vale per tutti, musulmani e non. Consideriamo l’altro per ciò che è non per ciò che immaginiamo sia, per come si presenta nella realtà non per come sarebbe secondo dei cliché e degli stereotipi. Apprezziamo l’altro nella sua individualità e per lo sforzo personale che compie per emanciparsi, non condanniamolo con il pregiudizio che massifica, generalizza e criminalizza a priori”. Con mia grande soddisfazione Mustafa ha poi ripreso a partecipare al Forum. Questa mia seconda lettera aperta segue una denuncia formale al nostro sito da parte della signora Halima Barre, responsabile delle Relazioni esterne della Iadl (Islamic anti-defamation league), che lo scorso maggio ha annunciato l’inaugurazione di una propria associazione in Italia. Barre denuncia la presenza nel nostro Forum di alcuni post in cui “si chiede se i musulmani siano esseri umani”, si lanciano “accuse di pedofilia rivolte al nostra Profeta”, si “parla apertamente del disgusto che provano (gli europei) per noi musulmani”. In un altro post “i musulmani vengono presentati come belve assetate di sangue e la moschea come la tana di queste belve, pronte ad allungare non le mani ma gli artigli”. La Barre denuncia inoltre che l’unico musulmano rimasto nel Forum “è costretto a subire ogni genere di angherie”, che il Forum sarebbe un luogo frequentato da “razzisti e omofobi”. Infine la Barre cita il caso di un giovane studente egiziano di Torino le cui lettere sarebbe state censurate “per meglio permettere al “branco” di linciare un giovane musulmano”. Ho chiesto cortesemente alla Barre di fornire una documentazione che certifichi quanto asserisce. Le ho anticipato che non esiterò a chiedere pubblicamente scusa qualora fossero stati pubblicati dei messaggi concepiti deliberatamente per sobillare all’odio confessionale o etnico. Le ho inoltre chiesto di rendere pubblico agli italiani la realtà della Iadl, l’identità dei suoi promotori, chi rappresentano, chi li ha legittimati a patrocinare la causa dei musulmani, quali siano le sue fonti di finanziamento. Nell’attesa di una appropriata e esaustiva risposta, rinnovo un forte e appassionato invito a rinnovare il nostro dibattito con un approccio più rispettoso e più civile. Per quanto mi concerne farò la mia parte non divulgando quei messaggi che violano questo spirito costruttivo. Allo stesso tempo non permetterò che la forca censoria si abbatta sul nostro Forum, che nel nome di una discutibile percezione dell’islam e dei musulmani si metta il bavaglio a una critica legittima anche se controversa. Cordiali saluti e i miei migliori auguri di ogni bene".

Magdi Allam

Ovviamente non avevo dubbi sul Dott. Magdi Allam. Vedo con piacere infatti che ha ribadito la sua volontà di preservare la democrazia, il dialogo e la libertà di espressione, senza per questo legittimare messaggi razzisti e xenofobi. Ho fatto una ricerca veloce e, ad onor del vero, i messaggi segnalati dalla sig.a Halima Barre della Islamic Anti Defamation League (IADL) sul forum "Noi e gli altri" ci sono: QUI e QUI per esempio (dovete registrarvi prima di entrare). Sono tuttora accessibili, e non possono dare adito ad interpretazioni diverse da quelle da lei fornita. Mi dispiace solo che il mio insignificante caso personale, assolutamente immeritevole di tutta questa attenzione, perfino da parte della stessa IADL, abbia raggiunto questo punto. Anche perché mi ero premurato di chiamare personalmente il Dott. Allam quando vidi che la mia lettera non veniva pubblicata. Mi sarebbe bastato infatti vedere pubblicata la mia civile ed educata replica alle accuse diffamatorie e ridicole apparse nei miei confronti su quel forum, con il beneplacito dei collaboratori del Dott. Allam. Purtroppo, e nonostante tutto questo baccano, la mia lettera non è ancora stata pubblicata. Tanto meno le lettere dei miei gentili commentatori che si sono premurati di prendere le mie difese. E questo mi dispiace, anche se - a questo punto - mi riservo il diritto di intervenire su quel forum, esprimendo le mie idee e le mie critiche anche su eventuali altri argomenti. E sono sicuro che il Dott. Allam le pubblicherà con la giusta visibilità, magari arricchendo il dibattito con le sue preziose risposte. Per quanto mi riguarda quindi, ritengo la questione chiusa: il Dott. Allam ha ribadito che il suo forum sarà un luogo di libero e civile confronto e oggi stesso è stata pubblicata una forte - ma civile - critica nei suoi confronti, accompagnata da una sua risposta. Se ci sono stati abusi ed eccessi in passato, non ce ne saranno più e lo promette lo stesso titolare. Ai cari amici che hanno abbandonato il forum del Dott. Magdi e si sono rifugiati su questo blog, rivolgo quindi un invito: tornate sul forum del Dott. Allam e esponete le vostre idee e convinzioni. Sono assolutamente certo che pubblicherà i vostri interventi con la dovuta visibilità. Se siete tuttora scettici sul Dott. Allam, che ha pur preso una forte posizione circa il non divulgare messaggi razzisti che violano lo spirito costruttivo dello spazio a lui intitolato, mandate i vostri interventi per conoscenza anche all'indirizzo email della IADL. Sono sicuro che, così come hanno preso le mie difese senza che io lo avessi chiesto, faranno da garanti circa il corretto operato dei collaboratori del Dott. Allam. Un sincero ringraziamento quindi al Dott. Allam, in attesa della pubblicazione delle lettere che riguardano il mio "caso". Intanto, vedo che gira su quasi tutti i trecento blog neocon di Tocqueville una specie di "petizione" contro la IADL, e - a questo punto - chiedo anch'io alla stessa, al pari del Dott. Allam, di fare luce sull'organizzazione e i suoi scopi (anche se a me, dalle risposte date dalla signora Barre via email, erano sembrati abbastanza chiari) per evitare spiacevoli strumentalizzazioni che ne offuschino il lodevole operato. Oggi è un brand new day, la festa dei razzisti è davvero finita!

di Sherif El Sebaie at 00:00:50

28/06/2005

Risate egiziane

L'Egitto è un paese molto conosciuto nel mondo arabo per i suoi film e serial, attori e cantanti, scrittori e giornalisti, docenti e specialisti, ma anche come paese della "barzelletta". Di seguito, vi propongo due barzellette egiziane del tipo "confessionale", che dipingono in maniera ironica ed umoristica i rapporti tra musulmani e cristiani egiziani. Particolarità di questo tipo di barzellette: sono sempre a "doppia-faccia", basta cambiare infatti un dettaglio o una parola, invertire le battute o i ruoli e i protagonisti diventano musulmani o cristiani, a seconda della fede di chi le racconta. Sono un ottimo esempio della grande capacità degli egiziani di trattare ed affrontare delicate questioni sociali con buon umore e ironia, di fare autocritica in maniera intelligente e spassosa, senza che ci sia bisogno dei neocon che sciorinano versetti coranici e episodi truculenti per dimostrare che musulmani e cristiani non sanno e non possono convivere. La verità, però, è che non solo sanno convivere, ma sanno perfino prendersi allegramente per i fondelli.

Barzelletta 1

"La comunità cristiana e quella musulmana di un piccolo paese egiziano si contendono un terreno edificabile concesso dal comune, gli uni per costruirci una chiesa, gli altri per costruirci una moschea. Entrambe le comunità hanno le loro buone ragioni e non riescono a mettersi d'accordo, essendo il terreno appena appena sufficiente per costruire un solo edificio. La discussione si fa via via sempre più accesa e gli animi si surriscaldano. Un gruppo di saggi interviene: "Mettiamoci a scavare e Allah ci manderà un segno (Il termine Allah, per indicare Dio, è usato da cristiani e musulmani arabi indistintamente). Se sarà cristiano, il terreno sarà per la chiesa. Se sarà musulmano, il terreno è per la moschea". Iniziano i lavori e ad un certo punto si leva un grido esultante dalla folla musulmana: "Allahu Akbar!" (Dio è grande!). "Cosa hanno trovato?", chiede un passante. "Il crocefisso di Maometto", risponde un altro.

PS: la barzelletta può concludersi con il grido esultante della folla cristiana, e la risposta "Lo stendardo di Cristo".

Barzelletta 2

Un Imam e un prete vanno a pesca sulle sponde del Nilo. L'Imam butta l'amo e tira fuori un pesce. Il prete fa altrettando ma non becca nulla. La cosa si ripete e l'Imam accumula sempre più pesci, mentre la cesta del prete è sempre più vuota. Ad un certo punto, il prete si rivolge all'Imam chiedendogli il "segreto" e l'Imam risponde: prima di buttare l'amo dico "Nel nome di Allah!". Il prete, un po' scettico, grida "Nel nome di Allah!" e butta l'amo. Tira fuori un pesce così grosso che non riesce a trattenersi ed esclama "Nel nome di Cristo!", al che il pesce ricade nel Nilo.

PS: la barzelletta vale nel senso contrario, invertendo ruoli e battute.

di Sherif El Sebaie at 00:01:00